Il direttivo

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mercoledì 12 maggio 2010

LA VITA UMANA: PRIMA MERAVIGLIA!


Emozionati e commossi. Bocche aperte, occhi spalancati e umidi, un nodo in gola, il cuore che si stringe…


Ci si sente proprio così durante la visione del filmato “LA VITA UMANA: PRIMA MERAVIGLIA”, un eccezionale video realizzato dal regista Marco Tumbiolo facendo uso di moderne tecniche di ripresa e animazione. Il video mostra il misterioso sviluppo dell'embrione dalla fecondazione alla nascita.

Chi guarda il video difficilmente potrà rimanere insensibile: la vita umana non ha paragoni al mondo!

Lo spettatore ha veramente la sensazione di partecipare e toccare con mano il miracolo della vita!

E’ stato così anche martedì 11 maggio 2010 per i partecipanti al 5° incontro del corso di sensibilizzazione “L’INVIOLABILITA’ DELLA VITA UMANA” promosso dal MpV di Marsala



Il video mostra i primi nove mesi della nostra vita che passiamo nel grembo della madre. Questo è il periodo della nostra vita in cui si lotta per se stessi più intensamente che in tutta la nostra esistenza.

Ogni cellula umana ha un nucleo che contiene 46 cromosomi. Essi sono fatti di molecole, che chiamiamo geni. Dai geni ci differenziamo dagli altri esseri umani. Le cellule hanno un` identica combinazione genetica chiamata DNA.

Dalla adolescenza in poi maturano le cellule sessuali. L`incontro tra il ovulo e lo spermatozoo succede nel corpo della donna. Questo e` il momento magico del concepimento. I cromosomi si confondono e si scambiano i geni. Il feto comincia a svilupparsi. Certo si tratta di un essere umano con un proprio patrimonio genetico e quindi con un'identità genetica completamente diversa dalla madre. Si tratta solo di dare del tempo a questo piccolo embrione: sarà morula, feto, bambino, fanciullo.....: è la vita che si espande in tappe successive.

Come volontari della vita ci proponiamo di difendere la vita umana in tutto l’arco del suo sviluppo e fino alla morte naturale, ma attribuiamo una importanza decisiva alla tutela della vita umana nascente, con particolare attenzione a quella appena concepita. Pertanto perseguiremo tutte quelle iniziative idonee a promuoverne il riconoscimento, la difesa e l’accoglienza.

STATUTO DEL MOVIMENTO PER LA VITA DI MARSALA

STATUTO DEL MOVIMENTO PER LA VITA DI MARSALA


NORME GENERALI

Art. 1

E’ costituita l’Associazione di promozione sociale denominata “Movimento per la vita di Marsala” con sede presso i locali della Chiesa Madonna della Sapienza in Via Giovanni Falcone 13A a Marsala.

L’Associazione persegue esclusive finalità di solidarietà sociale.

Art. 2

Il Movimento per la vita di Marsala aderisce, quale socio ordinario con vincolo federativo alla Federazione dei Movimenti per la vita e Centro di aiuto alla vita d’Italia, di cui condivide l’ispirazione e le finalità. Analogamente aderisce alla propria Federazione Regionale.

Art. 3

L’ordinamento e l’organizzazione dell’Associazione sono regolati dagli artt. 36, 37 e 38 del Codice Civile, dalla Legge 11/8/1991 n° 266 e dalle norme applicative stabilite dalla Regione, nonché dallo Statuto e dall’Atto Costitutivo. L’Associazione non ha fini di lucro, neppure indiretto, e opera esclusivamente per fini di solidarietà, avvalendosi in modo determinante o prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, comprese le cariche. Sono particolarmente invitate le persone che rappresentano gruppi, associazioni o enti che perseguono finalità simili o affini a quelle proprie del Movimento per la vita. E’ una realtà “apartitica”. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto i proventi e gli avanzi di gestione che saranno reinvestiti a favore delle proprie attività istituzionali.

Art. 4

COSTITUITO IL “MOVIMENTO PER LA VITA DI MARSALA”

“Il valore della vita sia sempre un diritto fondamentale e inviolabile per tutti” è il messaggio che intende diffondere nel proprio territorio l’associazione “Movimento per la vita di Marsala”, fondata lo scorso 6 maggio, festa di San Domenico Savio, il Santo delle partorienti e dei nascituri.

La costituzione dell’associazione è avvenuta al termine dei sei incontri del Corso di sensibilizzazione “L’inviolabilità della vita umana”, iniziato lo scorso 8 aprile.

Ben diciotto, degli oltre trenta partecipanti al corso, hanno infatti deciso di dare concretezza a quanto acquisito durante gli interessantissimi incontri, approvando, martedì 6 maggio 2010, lo Statuto della nuova Associazione ed eleggendo Saladino Vittore Presidente ed Agate Giuseppa , Bonomo Rosanna, Di Dia Benedetto, Fici Antonella, Giacalone Simonetta, Patti Nicola , Rallo Salvatore e Titone Giovanna Consiglieri.

Il gruppo è già al lavoro. Attraverso una lettera inviata a tutti i parroci, agli insegnanti, alle associazioni e alle istituzioni di Marsala, il Movimento per la vita di Marsala auspica una reciproca e fruttuosa collaborazione per tutte quelle iniziative che possono contribuire alla difesa e alla promozione della vita e della dignità umana di ogni essere vivente sin dal suo concepimento, in tutto l’arco del suo sviluppo e fino alla morte naturale.

Prossimo appuntamento, intanto, sabato 5 giugno, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Santa Cecilia a Marsala, per un concerto gratuito di violini, che inaugurerà l’inizio delle attività del “Movimento per la vita di Marsala”.

lunedì 3 maggio 2010

Evangelium Vitae - La Magna Charta della bioetica Cattolica

Non è certo facile, in poco più di un ora, riuscire a tracciare un quadro esaustivo, chiaro e valido dell’Enciclica Evangelium Vitae, scritta nel 1995 da Giovanni Paolo II; specialmente se la si introduce partendo sin dal pensiero dei Padri della Chiesa, per giungere – non prima di aver parlato dell’aborto e dell’embrione secondo le principali religioni – ai principali documenti del Magistero della Chiesa Cattolica sul tema della difesa della vita.

Bisogna quindi riconoscere il merito del Prof. Paolo Mirabile, che giovedì 29 aprile, durante il 4° incontro del Corso di sensibilizzazione promosso dal Movimento per la Vita di Marsala, ha saputo spiegare con chiarezza, semplicità e passione quella che è considerata una vera e propria summa del pensiero cattolico in materia di bioetica.

Infatti, essa è solo il punto di arrivo di un cammino trentennale di riflessione sulle questioni della vita.

Allo stesso tempo, però – ha detto il Prof. Mirabile – è il punto di partenza per un rinnovato impegno a favore di una cultura della vita.

Nella grave situazione in cui si trova l’attuale società – in cui non soltanto la vita è messa seriamente in pericolo in conseguenza di prassi sociali e politiche di un certo tipo, ma si assiste ad una vera e propria congiura nei confronti della vita – occorre – dice Giovanni Paolo II nell’Enciclica – che la proposta di una cultura della vita trovi compimento nello sforzo complessivo per una rinnovata comprensione del fatto educativo, centrale sia a livello personale che collettivo.

L’ultima parte dell’Enciclica non a caso è un appello in questa direzione, affinchè i singoli cristiani, come i vari gruppi (vedi Movimento per la Vita) si facciano portatori di un messaggio che non è tuttavia messaggio di una parte contro un’altra, ma per tutti, anche per quegli uomini di buona volontà che possono giungere per mezzo della semplice ragione a riconoscere la base comune del rispetto per la vita (EV. 101).

Nel contesto in cui viviamo, dove vi è un eclissi radicale non soltanto del senso della vita, ma più ampiamente del senso dell’uomo in relazione a Dio, “la proposta di E.V. non è una proposta puramente culturale, una sorta di corrente di pensiero che si pone accanto alle altre nel dibattito, o nella battaglia, sulla pubblica arena. La proposta in questione – ha concluso il Prof. Mirabile – si da come proposta reale, personale e concreta, perché concretamente operante nella figura di Gesù, ed in particolare nella drammaticità della Passione, che rivela misteriosamente il senso di una vita rifiorente dalla morte (EV. 50). Questo è importante, perché significa che norma universale e concreta dell’agire cristiano non è altro che la PERSONA DI GESU’”.

Giovanni Paolo II in un certo senso intuisce la grande portata della cosiddetta BIO-POLITICA: La vita, cioè, non è semplicemente questione privata, ma è questione originariamente pubblica.

mercoledì 21 aprile 2010

TERZO INCONTRO CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE "L'INVIOLABILITA' DELLA VITA UMANA"

IL DIRITTO ALLA VITA NELLA MODERNA DOTTRINA DEI DIRITTI UMANI


«Cos’è la vita? Stiamo parlando di un concetto omnicomprensivo che contraddistingue ogni esser umano, in qualunque fase del suo divenire, il cui ultimo atto si conclude con la morte. Al di fuori di questo evento tutto il resto è vita, egualmente degna di essere vissuta nel rispetto di un diritto non neutrale, piuttosto attento al mondo dei valori».


Sono queste le parole rivolte ai partecipanti del Corso di sensibilizzazione “L’INVIOLABILITA’ DELLA VITA UMANA” promosso dal Movimento per la Vita di Marsala, con cui ha dato inizio la relazione la Dottoressa Silvio Bosio, dottore di ricerca in Bioetica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Durante l’incontro, la dottoressa Bosio, ha illustrato il lungo, complicato e non ancora completo processo attraverso il quale siamo giunti all’attuale sistema politeistico di valori (libertà, uguaglianza, responsabilità e giustizia sociale), mostrandoci che pur se la storia del diritto a vivere ha lontanissimi precedenti istituzionali che possiamo far risalire sino ai tempi dell’antica Mesopotamia (codice di Hammurabi del 1750 a.C., nel quale l’omicidio era punto col massimo della pena), bisogna attendere l’attuale epoca moderna per l’affermazione positiva delle pretese fondamentali dell’uomo, in chiave sociale. Il discorso vale soprattutto per il diritto alla vita che riceve una più ampia e puntuale attenzione solo nei recenti documenti internazionali.

Purtroppo però l’attuale ordinamento risulta ancora troppo neutrale e relativista, incapace di assumere una decisione morale oggettiva e soprattutto di segnalare l’ambito dei soggetti da proteggere. Purtroppo un diritto debole, pur se ecumenico, si risolve in un meccanismo meramente tecnico e procedurale, sicuramente distante dai giudizi di valore e dunque dai principi sanciti nella moderna dottrina dei diritti umani.

Vi è da chiedersi – ha poi continuato la Bosio – se di fronte alle grandi trasformazioni della medicina e della biologia che coinvolgono sia la nascita che la morte umana, il valore della vita sia sempre un diritto fondamentale e inviolabile per tutti. Ma per rispondere a questa domanda sino in fondo, bisogna porsi con umiltà un’altra domanda ancora: quando i diritti umani diventano fondamentali? Poiché è opportuno ricordare infatti che né la Dichiarazione Universale all’art. 3 né tanto meno il patto internazionale del ’66, stabiliscono qual è il momento di inizio della tutela alla vita.

Rispetto all’interesse e al bene dell’essere umano e alla sua dignità, nemmeno gli interessi della società e della scienza possono porsi in una posizione di superiorità. Così recita la Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina del 4 aprile 1997.

Ora come intendiamo gestire l’innegabile dignità di una nuova vita in corsa verso il suo futuro: affidandoci ad un uso razionale e coerente dello strumento giuridico o alle nostre preferenze personali? In quest’ultimo caso, dovremmo ammettere che un figlio non voluto o programmato, sia un appendice del nostro desiderio, senza una sua precisa identità e con una dignità minore. Forse basterebbe la sufficienza del dubbio per sostenere che quella embrionale corrisponda ad una vera e propria esistenza personale?

L’errore metodologico di fondo – ha fatto capire la dottoressa Bosio – consiste nell’affrontare impropriamente la questione ontologica dell’embrione sotto la prospettiva della potenzialità, perdendo di vista la grande lezione di “Aristotele” il quale invece insegnava che “ciò che è in atto è anche in potenza […] così l’embrione è già uomo in atto”.
 
La Bosio ha quindi concluso il suo brillante intervento evocando il parere del Consiglio Nazionale di Bioetica del 2003 secondo cui gli embrioni “sono vite umane a pieno titolo” per i quali “esiste il dovere morale di sempre rispettarli e sempre proteggerli nel loro diritto alla vita”. In questa prospettiva, si realizzerebbe appieno la funzione antropologica del diritto che è ricerca della verità nella giustizia, a difesa dei più deboli.

SECONDO INCONTRO CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE


“L’EMBRIONE E’ UNO DI NOI!


GLI EMBRIONI NON SONO MERO MATERIALE BIOLOGICO, MERI INSIEME DI CELLULE, ma SEGNO DI UNA PRESENZA UMANA”.

Questo in sintesi è quanto ha relazionato, nel 2° incontro del Corso di Sensibilizzazione "L'INVIOLABILITA' DELLA VITA UMANA" promosso dal MpV di Marsala, don Nicola Patti, sacerdote della diocesi di Mazara del Vallo, con una spiccata sensibilità alle tematiche sulla difesa della vita nascente e frequentatore del Master in Bioetica a Messina.

Don Nicola ci ha aiutati ad analizzare l’embrione dal punto di vista scientifico, filosofico, teologico e logico e l’unica conclusione a cui siamo giunti è che l’embrione umano, a iniziare dalla fusione dei gameti, è un reale individuo umano in sviluppo che si costruisce autonomamente. Quindi ha la stessa dignità e gli stessi diritti di ogni altro essere umano.

In questo senso, ogni attività che prevede l’intervento su embrioni precoci (contragestativi e pillole del giorno dopo compresi) è da ritenersi eticamente scorretta.

Lo stesso dicasi per tutte le forme di utilizzo di embrioni che prevedono un’alta abortività e uno spreco di embrioni poi destinati a morire.

sabato 10 aprile 2010

PRIMO INCONTRO CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE "L'INVIOLABILITA' DELLA VITA UMANA"




Molto sinteticamente desidero condividere che durante l'interessantissimo incontro sono state ribadite alcune fondamentali affermazioni. Prima di tutto che la dignità umana è insita nella persona stessa: nessunO la da e nessuno la può togliere. Si può togliere il diritto a viv...ere non la dignità. Altro punto fondamentale venuto fuori dall'incontro è che siamo stati creati per entrare in relazione con gli altri e senza l'altro siamo incompleti: la difesa dell'altro, perciò, è fondamentale. CONCLUSIONE: "LA VITA UMANA DELL'ALTRO DEVE ESSERE DIFESA IN MODO ASSOLUTO". Per quanto riguarda gli aspetti socio-culturali è venuto fuori che nonostante la difesa della dignità umana è ormai un valore assoluto in un pò tutte le nazioni occidentali riconosciuto anche dalle costituzioni, difatto questo non avviene: basta pensare all'aborto, all'eutanasia, alla fecondazione artiviciale in vitro....