Il direttivo

Il direttivo

martedì 28 settembre 2010

‘PRENDERSI CURA DELLA VITA’ - Seminario informativo organizzato dal Movimento per la Vita di Marsala


Il Movimento per la Vita di Marsala sta organizzando un seminario su “Prendersi cura della vita”. Il corso è aperto a quanti desiderano approfondire le tematiche che riguardano la dignità, il valore e la difesa della vita umana.
10 gli incontri previsti che si svolgeranno, a cadenza mensile, presso il Centro Sociale di Sappusi in Via G. Falcone a Marsala. Il Movimento per la Vita nasce a Marsala con l’obiettivo di “un generale rinnovamento della società e, a tale fine, considera il diritto alla vita come prima espressione della dignità umana,

venerdì 2 luglio 2010

Tre studentesse marsalesi vincono il XXIII Concorso Europeo del MpV italiano

I membri del consiglio direttivo dell’Associazione Movimento per la VITA di Marsala hanno incontrato nella propria sede di Via G.Falcone 13A gli studenti vincitori della XXIII edizione del concorso Europeo promosso dal Movimento per la Vita italiano.


Il tema cui sono stati invitati gli studenti a riflettere quest’anno era “Europa, meditazione sulla dignità umana”.

Gli elaborati prodotti dai ragazzi (relazioni, saggi, grafica, multimedia) sono stati selezionati da una commissione regionale e i migliori hanno vinto un soggiorno studio al Parlamento Europeo di Strasburgo; il secondo premio consiste, invece, in un seminario estivo “Quarenghi” organizzato dal Movimento per la Vita italiano e che quest’anno si terrà dal 31 luglio al 7 agosto a Roseto degli Abruzzi (TE).

È stato il primo anno che gli alunni di alcune scuole superiori di Marsala hanno partecipato al concorso, grazie alla costituzione a Marsala, sia pur da poco tempo, dell’Associazione Movimento per la Vita di Marsala, che ha promosso il concorso nella propria città. Questa iniziativa, che ha riportato molto successo, è stata proposta dalla prof.ssa Marilina Lombardo e dalla Prof.ssa Angela Rinaldo nell’Istituto Tecnico Industriale e nell’Istituto Professionale “Cosentino” e dalla prof.ssa Dorotea De Vita nel Liceo Pedagogico Pascasino. Tra i numerosi partecipanti al concorso europeo ben tre ragazze marsalesi sono state premiate.

Adragna Laura Silvana ha vinto il viaggio a Strasburgo, mentre Frazzetta Gessica e Sardo Marika hanno vinto il seminario estivo “Quarenghi”. L’auspicio è che per il prossimo anno si possa raggiungere tutte le scuole medie superiori marsalesi per coinvolgere studenti ed insegnanti a trattare spinosi e quanto mai attuali temi che altrimenti difficilmente verrebbero affrontati e per dare la possibilità ad altri giovani di vincere una interessante vacanza premio.

lunedì 7 giugno 2010

INAUGURATO IL MOVIMENTO PER LA VITA DI MARSALA

Pronti ad affrontare con entusiasmo una bellissima avventura

Si è tenuto sabato 5 giugno, all’Auditorium Santa Cecilia di Marsala, il concerto inaugurale del Movimento per la Vita di Marsala. Dopo la presentazione del direttivo il presidente, Vittore Saladino, ha salutato i numerosi presenti spiegando gli scopi dell’associazione fondata essenzialmente per amore del prossimo, per servire il bene comune, per difendere e promuovere i diritti umani specialmente dei più deboli e poveri. L’associazione nasce però soprattutto per dare voce a chi non ha voce, come i bambini non ancora nati, che essendo piccoli, deboli, incapaci di parlare e di difendersi, a rischio di morte, allora sono anche poveri, i più poveri tra i poveri.

“Affermare il diritto alla vita di chi ancora non è nato non ci impedisce di esprimere solidarietà ad ogni prossimo – anzi ce lo impone – ha continuato Vittore Saladino. Senza difesa della vita umana, però, non può esservi solidarietà, né rinnovamento della società, né uguaglianza, né libertà, né democrazia, né realizzazione dei diritti umani e né pace”.

Il Vescovo della nostra diocesi, intervenuto alla cerimonia, ha tra le altre cose detto che “impegnarsi per la difesa della vita significa andare controcorrente rispetto alla cultura dominante. La vita degli altri, indifesa, nascente, non fa notizia e ciò spesso vuol dire operare spesso in condizioni difficili, senza grandi riconoscimenti.”. “Auspico – ha continuato Monsignor Mogavero – un’opera di sensibilizzazione, formazione e di testimonianza e delle scelte di valore. La vita è un dono che viene da Dio. La testimonianza quando è vera ci espone a vituperi ed anche alla morte”. Il vescovo ha ricordato a questo proposito la testimonianza di monsignor Luigi Padovese ucciso recentemente in Turchia.

Sua Eccellenza, pur riconoscendo ed approvando nel suo intervento l’assoluto stato laico della neo-nata associazione, ha evidenziato la totale condivisione della Chiesa nell'operato dei Movimenti e dei Centri di Aiuto alla Vita, in quanto il diritto alla vita è un diritto non negoziabile che va riconosciuto da tutti. “Auguro – ha concluso – che il Movimento sappia essere segno di attenzione alla vita per potere accompagnare quanti vivono la gravidanza nella difficoltà. La numerosa presenza di cittadini è segno di speranza e anche che questa città merita la nascita del Movimento per la Vita”.

I maestri Ivan Di Dia e Mario Vultaggio, con i loro violini, hanno regalato ai presenti un’atmosfera di riflessione e partecipazione.

Il brindisi finale, servito nella suggestiva Piazzetta Purgatorio, ha permesso infine ai soci e ai membri del direttivo di incontrare tantissime persone entusiaste, da cui hanno ricevuto stima ed incoraggiamento.

martedì 25 maggio 2010

GUARDARE AL FUTURO DELL'ITALIA CON GLI OCCHI DEI BAMBINI

23 MAGGIO 2010: Manifestazione per non dimenticare i 5.000.000 di bambini mai nati e i 120.000 bambini nati grazie ai Centri di aiuto alla vita


“Quel piccolo bambino nato o non ancora nato è stato creato per una grande cosa: amare ed essere amato” (Madre Teresa)





mercoledì 19 maggio 2010

LA VERGOGNA DI ROSSANO CALABRO IGNORATA DA GIORNALI E TELEVISIONE ITALIANI

«Quel bimbo gemeva. Basta aborti tardivi»

Angelo (lo chiameremo così), abortito volontariamente il 24 aprile scorso all’ospedale di Rossano Calabro quando era un feto già di almeno 22 settimane, «è sopravvissuto senza alcuna cura per 24 ore, dodici delle quali in gran parte notturne, in grave ipotermia», adagiato su una ciotola di metallo «poggiata su di un carrello». Un fatto che non ha granché scosso i media nazionali (mentre ha fatto scalpore su quelli internazionali), ma che nella ricostruzione del sottosegretario Eugenia Roccella - chiamata a rispondere a un’interpellanza urgente della deputata Udc Luisa Santolini - suona ancora drammatico. Coperto da un telo in attesa di essere gettato tra i "rifiuti speciali" dell’ospedale, Angelo è stato dimenticato lì, finché il giorno dopo una dottoressa passata per caso non ha «percepito un rumore. Rimosso il telo potè verificare la presenza di un neonato» ancora capace di emettere gli ultimi gemiti. Dopo l’aborto - ha spiegato il viceministro alla Salute - «supponendo la diagnosi di morte certa non è stato chiamato né il pediatra né il rianimatore. Il neonato è stato avvolto nel telo e adagiato su un fasciatoio in attesa di un suo trasporto nella camera mortuaria, e in tale luogo è rimasto», continuando a gemere e lottare per la vita tutta la notte e il mattino successivo.

Non solo un evento umanamente e moralmente terrificante, ma anche una totale infrazione della legge 194 ("Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza") che così dice: dopo i tre mesi di gravidanza, è possibile abortire esclusivamente in due casi, ovvero quando la gravidanza comporti un grave pericolo di vita per la donna, e quando nel nascituro siano accertate anomalie non solo "rilevanti" ma anche determinanti un "grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna"; non solo: quando ormai c’è la possibilità che il nascituro abbia già vita autonoma (e alla 22esima settimana questo avviene già con una certa frequenza) l’aborto può essere praticato esclusivamente nel primo caso (grave pericolo per la vita della donna) e "il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto". Angelo non aveva alcuna "rilevante" malformazione, solo una palatoschisi (il labbro leporino), eppure un medico del dipartimento di salute mentale di Cosenza ha dato il via libera, certificando in quel labbro leporino «un grave pericolo per la salute psichica» della madre. E di salvaguardare la sua vita nessuno si è comunque sognato.

«Non si è a conoscenza di cosa sarebbe successo se fosse stato subito soccorso adeguatamente in un ospedale attrezzato», ha rilevato la Roccella, ricordando l’inutile corsa alla terapia intensiva neonatale di Cosenza, «ma sicuramente ha dimostrato di aver avuto capacità di vita autonoma, nonostante il completo abbandono». Per un aborto così a "rischio sopravvivenza" «era necessario un ospedale e del personale attrezzato per grandi prematuri», ha ricordato. Di qui l’impegno del governo «che sta valutando quale strumento utilizzare per vietare gli aborti oltre la 22esima settimana di gravidanza, come ormai conviene l’intera comunità scientifica» (alla 24esima settimana il 50% dei feti ha già vita autonoma), «e affinché le interruzioni di gravidanza tra la 20esima e la 22esima settimana siano effettuate solo presso unità ospedaliere con terapia intensiva neonatale». Perché se un altro feto sfuggisse alle maglie della morte e venisse al mondo vivo, riceva le stesse cure di qualsiasi bimbo nato prematuro, uguale a lui ma non chiamato aborto né rifiuto speciale.

Lucia Bellaspiga
 
FONTE AVVENIRE