Il direttivo

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mercoledì 21 novembre 2012

"UN FILM PER LA VITA"



Tre film per discutere sulla Bioetica affinché attuali e scottanti temi come la clonazione, l’aborto, il coma, la vita e la morte... non rimangano confinati nel mondo scientifico.
Con questo obiettivo prenderà il via il 2 dicembre 2012 alle ore 17:00 la quarta edizione del cineforum “Un film per la vita” organizzato dal Movimento per la vita –onlus– di Marsala.
Il cineforum organizzato dall’associazione pro-life marsalese, così come anche il seminario di bioetica che avrà inizio a giorni, sono di estrema importanza perché ormai le sfide culturali  sono superiori a quelle materiali, anche se l'odierna grave crisi economica provoca, in modo sbagliato, un maggiore allarme sul fronte economico.
I film in programma sono: “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”, “Gattaka” e “Mare dentro”.
Alle proiezioni che si terranno presso il Centro di Aggregazione sociale di Sappusi seguirà un breve dibattito. L’ingresso è gratuito.

venerdì 10 febbraio 2012

IL DRAMMA DELL'EUTANASIA - Incontro organizzato in occasione della giornata nazionale degli stati vegetativi

Il problema dell’eutanasia non investe soltanto l’aspetto etico, morale e filosofico del singolo ammalato, proprietario del proprio corpo  o degli operatori sanitari, ma investe anche un aspetto giuridico.
Il dott. Giuseppe Parisi – chiamato dal Movimento per la vita di Marsala, in concomitanza con la seconda giornata nazionale degli stati vegetativi, a relazionare sul tema “Il dramma dell’eutanasia” – si è soffermato a parlare degli aspetti puramente medici, essendo egli presidente dell’Associazione medici cattolici italiani della sezione di Mazara del Vallo.
“Se un tempo i valori a cui ispirarsi erano quelli della solidarietà umana, empatia, dell’abnegazione professionale, oggi – ha riferito il dott. Parisi –, prevalendo il mito della salute, del corpo perfetto, dell’onnipotenza della medicina, per cui l’idea della malattia  e della morte sono da bandire, ecco   il medico   si trova,  suo malgrado, al  centro di contenziosi  scientifici   e sociali. Tuttavia, il medico deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona. Il medico quindi sia non un asettico operatore sanitario, ma piuttosto un compagno di viaggio.
Noi  pensiamo fermamente, - ha proseguito il relatore – e non potrebbe essere diversamente, che c’è bisogno di valori forti, di valori umani, a cui ancorare il sapere scientifico e la professione medica. Il criterio morale inconfutabile è il rispetto dell’uomo-persona, prima ancora dell’uomo-paziente, che spesso definiamo con brutto termine cliente o fruitore dei servizi sanitari.
Il principio di  indisponibilità si basa sul presupposto che
L’uomo non è qualcosa  ma Qualcuno, è  ontologicamente  un  ESSERE  UMANO; non è un oggetto ma  un soggetto, una persona che ha valore in sé.
Su questo presupposto si basa il principio di indisponibilità.
Occorre quindi l’umanizzazione della cura per una migliore assistenza in medicina, soprattutto in campo oncologico.
Il dott. Parisi ha quindi parlato dell’importanza della medicina delle cure palliative che è e rimane un servizio alla salute.
Non dunque una medicina per morente e per aiutare a morire, ma una medicina per l’uomo, che rimane un vivente fino alla morte.
Nella cura del dolore è importante avere un approccio multi-disciplinare che consideri i bisogni complessivi e complessi  del paziente.
Ingentilire il tocco nei gesti quotidiani è alla base di tutto ciò. Quante volte, invece, i gesti sono frettolosi, sbrigativi, fuggevoli, se non addirittura umilianti, freddi, minacciosi, rischiano di offendere se non di procurare altra sofferenza.

martedì 1 febbraio 2011

TRA LA DIFESA DELLA VITA E LA LIBERTÀ DELLA MORTE - Aspetti giuridici dell’eutanasia

“Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”.
Le parole sopra riportate non sono state pronunciate né da un Papa, ne da un Cardinale, né da un cattolico ‘bigotto’; nemmeno da un ‘moderno’ laico sostenitore della vita umana.
Esse risalgono a circa 2500 anni fa e sono le parole scritte da Ippocrate (medico e geografo greco antico, considerato il "padre" della medicina) per il giuramento che ancora oggi  viene prestato da mediciodontoiatri e veterinari prima di iniziare la professione.
Si evince da ciò come la questione di deontologia “medica” della somministrazione della morte è stata affrontata sin dagli albori dalla scienza medica.
Dopo aver analizzato nei precedenti appuntamenti del Seminario informativo “PRENDERSI CURA DELLA VITA”, organizzato dal Movimento per la Vita di Marsala, il valore della vita umana dal punto di vista della Bioetica e attraverso il contesto culturale odierno, si è dato incarico all’avvocato Domenico Giacalone di relazionare sugli “Aspetti giuridici dell’eutanasia”.
Un argomento assai difficile, per il delicato tema da trattare e per l’attuale momento politico e culturale in cui l’uomo odierno tenta di districarsi tra la difesa della vita e la libertà della morte.
L’intervento dell’avvocato Giacalone, tenutosi giovedì 13 gennaio al Centro Sociale di Sappusi a Marsala, è stato tuttavia molto chiaro e chiarificante.
“In Italia, l’eutanasia è vietata dalla legge penale e tutto questo è perfettamente conforme al dettato costituzionale – ha esordito il relatore”. “Di conseguenza, per il vigente codice penale italiano, l’eutanasia attiva (quando la morte è provocata in maniera diretta) e l’eutanasia passiva (quando la morte è provocata indirettamente a seguito della sospensione delle necessarie cure; ben distinte dall’accanimento terapeutico) sono assimilabili all’omicidio volontario che è punito penalmente; tutto ciò, ai sensi e per gli effetti dell’art. 575 del codice penale”.
Dopo aver esaminato - dandone lettura - l’art. 575, l’avvocato Giacalone ha spiegato anche gli articoli 579 (omicidio del consenziente) e 580 (istigazione o aiuto al suicidio) del codice penale.
Il relatore ha dunque illustrato ai presenti le diverse legislazioni vigenti sull’eutanasia nei vari Paesi del mondo e le le attività parlamentari che sin dal 1984 si sono susseguite nel nostro Paese in merito all’eutanasia.
Per finire, l’avvocato Giacalone ha brevemente accennato ad alcuni controversi casi (Elena Moroni, Eluana Englaro, Giovnni Nuvoli, Piergiorgio Welby) che senza dubbio hanno fatto più scalpore in Italia, oltre che per le implicanze etiche anche per quelle politiche, a causa delle motivazioni espresse dai giudici nelle loro sentenze.