È stata una piacevole sorpresa vedersi presentare al primo incontro del seminario informativo organizzato dal MpV di Marsala, oltre 50 uomini e donne, tra i 17 e 60 anni.
Gli stessi organizzatori, che pur si sono mossi in lungo e largo nelle settimane precedenti per promuovere il seminario, non si aspettavano una così numerosa partecipazione.
A dispetto di quanto si è tentati di pensare c’è quindi ancora tanta gente che trova il tempo e il coraggio di incontrarsi per portare avanti battaglie di testimonianza, culturali, capaci di attrarre ed educare i giovani agli altissimi valori del rispetto della vita.
Coraggio, si. Occorre proprio del coraggio perché oggi parlare di vita nascente, di difesa dei diritti fondamentali, di promozione della dignità della persona fin dal suo concepimento e denunciare lo scandalo di una società, di uno Stato che dice alla donna: “Ecco, accomodati, ti ho preparato un luogo pulito, sicuro e confortevole dove tu possa uccidere tuo figlio gratuitamente e da oggi ti offro la possibilità di scegliere l’arma che più gradisci: i ferri del chirurgo o una pillola” attira senza dubbi la riprovazione di femministe e di politici, e spesso significa rimanere emarginati, essere guardati come dei matti, residui del passato, non solo rispetto alla cultura radicale e di sinistra, ma purtroppo a volte anche nel mondo cattolico stesso.
Ma grazie a Dio c’è ancora chi, spinto solo dall’amore per la vita e in difesa dei più deboli (e chi è più debole di chi sta per nascere o è appena stato concepito?) desidera – nonostante i tanti ostacoli – costruire una cultura della vita e una civiltà dell’amore.
E non si tratta di sentimentalismo, come potrebbero essere portati a pensare taluni; né soltanto di difesa di principi morali o di fede.
Si tratta di chi,