Il direttivo

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lunedì 24 gennaio 2011

INSIEME PER EDUCARE ALLA VITA

Uniscono le forze il IV Circolo Didattico di Sappusi e il Movimento per la vita di Marsala

“Favorire, soprattutto fra i giovani, la formazione di una mentalità rispettosa della dignità della vita umana in ogni sua fase”.

È questo l’obiettivo comune che ha fatto scaturire una stretta collaborazione fra il Movimento per la vita di Marsala e il IV Circolo Didattico di Sappusi.
Durante un incontro per discutere delle varie iniziative organizzate dal Movimento per la vita a livello nazionale e locale, la direttrice, la professoressa Maria Lea Eliseo, d’accordo  con il presidente del Movimento per la vita, Vittore Saladino, per poter meglio raggiungere lo scopo prefissato da entrambi, ha chiesto formalmente che il proprio istituto diventasse socio dell’associazione pro-life.
Potrà partecipare in questo modo attivamente alla vita sociale dell’associazione promuovendone le iniziative e sostenendone le attività attraverso le competenze dei propri docenti e mettendo a disposizioni i propri locali.
Da parte sua, il Movimento per la vita, offrirà la sua disponibilità ad apportare le proprie conoscenze e specificità nel contesto del piano formativo dell’istituto scolastico.
Già a partire dalla prossima giornata nazionale per la vita, che si celebrerà domenica 6 febbraio p.v., il coro “Voci di luce” della scuola delizierà con i suoi canti i partecipanti al convegno organizzato dal Movimento per la vita, che si terrà a partire dalle ore 16.00 presso il Centro sociale di Sappusi e che vede impegnati come relatori don Vincenzo Greco e don Vito Impellizzeri. Durante la stessa occasione i bambini doneranno all’associazione degli omogeneizzati che saranno successivamente distribuiti alle mamme in difficoltà. A partire dal mese di marzo, invece, i volontari del Movimento per la vita saranno impegnati fra i banchi degli istituti “Asta” e “Radice” con il progetto “pollicino” attraverso cui si tenterà di spiegare ai più piccoli il “segreto della vita”.
L’intero consiglio del Movimento per la vita di Marsala, felice per l’importante accordo raggiunto fra i due enti, si augura che tanti altri entrino a far parte della grande famiglia del Movimento per la Vita, che conta, in tutta Italia,  oltre seicento movimenti locali, Centri e servizi di aiuto alla vita e Case di accoglienza.

lunedì 13 dicembre 2010

La vita umana: diritto inviolabile o oggetto di patti e di negoziati???

ABORTO e FECONDAZIONE ARTIFICIALE - Aspetti giuridici

Dopo esserci soffermati, durante i primi tre incontri, sugli aspetti bioetici e sociali della vita umana e del suo valore inviolabile, ci si è voluti fermare a trattare gli aspetti giuridici di alcune tecniche, autorizzate dalla legge italiana, che mettono a rischio la vita umana stessa dal concepimento fino al suo fine naturale.


L’Avvocato Manuela Linares, invitata dal direttivo del MpV di Marsala a discutere sulla questione, ha illustrato ai numerosi presenti come nell’arco di circa 45 anni si sia passati dalla sanzione del controllo volontario delle nascite all’avvio di servizi per l’informazione sui metodi contraccettivi ed il loro uso, nell’ambito delle libere scelte dalla coppia.

La relatrice, prendendo in esame le varie leggi che si sono susseguite sin dal 1930 e soffermandosi soprattutto sulla legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza e la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, ha evidenziato come sul piano culturale il tema del controllo volontario della procreazione si è posto sempre di più all’incrocio fra sanzioni morali e penali e libera scelta innanzitutto delle donne e poi delle coppie.

In merito alle POLITICHE PER L’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA, l’Avv. Linares ha specificato che l’aborto (ritradotto nella legislazione come “interruzione volontaria della gravidanza”) è un tema che ha una grande risonanza morale e che si riverbera con maggiore intensità sulle psicologie delle persone.

Durante il suo intervento la Linares ha oltretutto esposto i vari orientamenti culturali associati alle pratiche di aborto volontario – dalla condanna morale di qualsiasi aborto alla liberalizzazione assoluta – ed ha inoltre chiarito le varie fattispecie di aborto autorizzato dalla legge italiana (aborto prima dei 90 giorni dal concepimento, dopo i 90 giorni dal concepimento, nel caso di minorenni, nel caso di interdette).

Per quanto riguarda la fecondazione artificiale l’Avvocato Linares, oltre a presentarne le tecniche e le varie tesi pro e contro la legge 40/2004, ha presentato le varie battaglie parlamentari che si sono succedute negli ultimi 40 anni e che hanno infine portato alla introduzione della nuova legge. Legge subito attaccata dai radicali che attraverso una raccolta di firme per chiedere cinque referendum abrogativi, totalmente o parzialmente, della legge 40, portò all’indizione di 4 referendum; il risultato fu vanificato dal mancato raggiungimento del quorum.

Tuttavia una sentenza dell’aprile del 2010 ha fatto in modo da rendere efficace parte della legge stessa, in quanto, il precedente limite di 3 embrioni che potevano essere impiantati nell’utero materno è stato portato a 10, facendo perdere alla legge 40 l’intenzione originaria del legislatore che voleva attraverso questo limite difendere gli embrioni non utilizzati da distruzione o congelamento.

Quali conclusioni tirare da questo interessante incontro?

Appare assai assurdo e crea molto disagio e inquietudine un contesto in cui esiste un’ostinato desiderio di maternità in un mondo dove milioni di bambini muoiono di fame o vengono uccisi prima di vedere la luce.

L’evidenziazione dell’esigenza che il valore vita richiede e l’imparzialità con la quale questa esigenza deve essere assecondata non è solo un’impostazione teorica. Il campo della normativa deve farsene carico.

Accade però sempre più spesso che mettere insieme il valore della vita, che dovrebbe essere tutelato dalla legge con il pluralismo della società e con le soluzioni dei conflitti sulla vita umana per mezzo del compromesso e del consenso sempre mette in dubbio da parte della legge il valore assoluto del diritto alla vita e lo relativizza. In tal modo il diritto dell’uomo che è inviolabile, inalienabile dipende dalle disposizioni della maggioranza che potrebbe negarlo nelle leggi che fa. La vita umana diventa l’oggetto dei patti e dei negoziati. Si arriva a discutere su chi dovrebbe avere il diritto alla vita e chi no, si ammette la discussione nel parlamento oppure nella società per mezzo anche del referendum sulla negazione di tale diritto. Allora nella società pluralista il diritto diventa “lo strumento della volontà del legislatore assumendo il valore del compromesso il quale non soddisfa nessuno però viene accettato perché permette di evitare i conflitti sociali”[1]. La civiltà pluralista delle società ha portato con se le leggi fatte attraverso il consenso della maggioranza, per poter legalizzare l’uccisione dell’uomo e tutelare colui che uccide. Tale è la tragica direzione verso la quale va la legge circa il diritto alla vita. In tal modo il legislatore assume il potere di disporre del diritto alla vita e della sua tutela. La vita umana, nei casi da lui scelti, cessa di essere nella comunità statale il bene, il valore degno del rispetto e della protezione. Quando il legislatore nega il diritto alla vita in riferimento ad alcuni esseri umani e lo conferma per gli altri, allora infrange il diritto che è inviolabile e inerente alla persona. Entra in conflitto con i diritti umani che non possono essere l’oggetto dei patti, del consenso, delle votazioni e di referendum [2]. Lo Stato in cui domina tale visione del diritto cessa di essere lo Stato democratico del diritto, basato sui diritti dell’uomo. Diventa lo Stato tiranno che pretende di disporre della vita dei più deboli ed indifesi, della vita dei bambini non nati e degli anziani[3] e la democrazia diventa “chiaro o nascosto totalitarismo”[4]. Allora lo stato democratico e pluralistico “può assumere certe caratteristiche dello stato totalitario, se i cittadini non avranno la moralità, che ha il carattere universale per poter garantire sempre e dovunque il rispetto per la vita umana, per la sua dignità e le esigenze che tale vita comporta nella vita pubblica”[5].



[1] ŚLĘCZKA, Spór wokół..., 102


[2] Il referendum sulle leggi circa il diritto alla vita che contenevano l’aborto legale oppure allargavano la possibilità di abortire si è fatto: in Svizzera, in Italia in cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto tale referendum come costituzionale, ma nel caso in cui si voleva introdurre l’aborto sul desiderio come contrario alla costituzione; in Portogallo dove la Corte Costituzionale ha affermato che il referendum è conforme alla costituzione però la gente ha bocciato la proposta di aggiungere i nuovi motivi per l’aborto. Il referendum sull’aborto, allora anche sul diritto alla vita si è fatto anche in Irlanda. Nella costituzione della Slovacchia e della Repubblica Ceca si proibisce di fare il referendum sui diritti dell’uomo. In Polonia il parlamento già alcune volte ha respinto la proposta di fare il referendum sull’aborto invece ha approvato le consultazioni sociali. Da esse risulta che su 1710976 dei partecipanti, 1527460 erano contro l’aborto cf GRZESKOWIAK A., Prawnokarna ochrona dziecka poczetego w pracach Sejmu i Senatu, Ottoniamun, Szczecin 1994, 133


[3] GIOVANNI PAOLO II, Evangelium vitae, 20


[4] GIOVANNI PAOLO II, Centesimus annus, 46


[5] BERREAU H., La loi morale-fondament du droit, Ethique 1996, 22

martedì 23 novembre 2010

Costituita l’EQUIPE GIOVANI del Movimento per la Vita di Marsala

Il 19/11/2010 si è costituita l’equipe giovani del Movimento per la Vita di Marsala.
I ragazzi che hanno formato il gruppo sono Sardo Marika, Adragna Laura Silvana,
Ardagna Valentina, Bonetto Adriana, Luana Buffa e Fabiana Brugnone. Le ragazze
saranno guidate dal presidente del MPV Marsala Vittore Saladino, il quale era entusiasta di questo evento.
L’equipe giovani sarà un importante punto di riferimento per l’intera associazione tra le cui proprie finalità assume particolare rilievo proprio quella educativa per favorire fra i giovani la formazione di una mentalità rispettosa della dignità della vita umana in ogni sua fase.
L’equipe giovani ha come obbiettivo quello di trasmettere i valori del MPV, ovvero “difendere la vita dal suo concepimento fino alla morte naturale” fra i loro coetanei, attraverso vari eventi.
I giovani infatti saranno impegnati a coordinare progetti di promozione e formazione rivolti ai ragazzi sia in ambito bioetico sia per il volontariato nelle strutture del Movimento.
Il gruppo è aperto a chiunque vorrà farne parte. Per informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail mpvgiovanimarsala@libero.it oppure visitare il blog www.mpvgiovani-marsala.blogspot.com

Sardo Marika

sabato 13 novembre 2010

LA VITA E IL CONTESTO CULTURALE ODIERNO

“La vita corporea, fisica, dell’uomo è il valore fondamentale (principio di indisponibilità), per mezzo del quale la persona umana si realizza ed entra nel tempo e nello spazio, manifesta la propria libertà, progetta il futuro, manifesta la socialità entrando in relazioni con gli altri. Soltanto il bene spirituale e totale della persona si colloca sopra il valore fondamentale della vita fisica, e solo a motivo del bene spirituale della persona è possibile sacrificare la vita corporea.


Dal riconoscimento del valore fondamentale della vita fisica scaturisce il riconoscimento del diritto fondamentale alla vita fisica (principio di inviolabilità), diritto che non può essere violato neppure per favorire la vita di altri, perché la persona umana è fine in sé, totalità di valore e non una parte della società”.

Ci aveva lasciato con queste appassionanti considerazioni il prof. Mirabile al termine del secondo incontro. Egli tuttavia ci aveva avvisato su come sia frastornata e distratta la nostra società, in cui sembra oscurarsi la luce della vita; allo stesso tempo ci ha spronati facendoci riflettere su quanto sia fondamentale che in questa società, ci siano persone, soprattutto giovani pronti a prendersi cura della vita.

A darci un quadro più chiaro e delineato, a tratti sconfortante, del contesto culturale odierno, è intervenuto nel terzo incontro del seminario il dott. Vincenzo Savatteri, responsabile del Ser.T. di Marsala, criminologo e docente di Criminologia all’Università degli studi di Palermo e Messina e illustre esperto di fenomeni isoterici.

Appare ormai a tutti evidente quanto, in una società caratterizzata dall’individualismo esasperante e dalla mancata percezione dei veri valori della vita, sia venuta meno la responsabilità di ognuno di prendersi cura dell’altro, della vita dell’altro.

Sorge invece qualche dubbio in merito ai vari interessi che inducono intere generazioni ad avere determinati comportamenti che stanno sempre più disintegrando i vecchi modelli delle relazioni umane e sociali.

Il dott. Savatteri, partendo da recenti fatti di cronaca, ha spiegato ai partecipanti del seminario in che modo, attraverso un linguaggio subdolo, ambiguo, premeditato e scrupoloso, si diffonde una cultura della morte.

È ormai prassi assodata quella di camuffare significati gravi e inaccettabili con parole poco comprensibili o gradevoli o addirittura attraenti (interruzione di gravidanza anziché aborto/omicidio; dolce morte o eutanasia anziché privazione della libertà; etc…).

Fra i casi eclatanti il dott. Savatteri ha citato la stanza della morte in Svizzera chiamata “dignitas” (una struttura

“Educare alla pienezza della vita”

Pubblicato il messaggio per la 33ª Giornata Nazionale per la vita (6 febbraio 2011)


L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione.

Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto.

Come osserva Papa Benedetto XVI, «alla radice della crisi dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita» (Lettera alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione, 21 gennaio 2008). Con preoccupante frequenza, la cronaca riferisce episodi di efferata violenza: creature a cui è impedito di nascere, esistenze brutalmente spezzate, anziani abbandonati, vittime di incidenti sulla strada e sul lavoro.

venerdì 29 ottobre 2010

Bioetica si dice in molti sensi

Il Movimento per la vita ne fa oggetto di studio del suo seminario affinchè entri sempre più nel quotidiano

Nei nostri giorni, ormai molto spesso, si sente la parola “bioetica” legata a varie situazioni definite “limite” che riguardano la vita dell’uomo.

Ma cosa si vuole intendere col termine “bioetica”?

Il professor Paolo Mirabile, intervenuto al secondo incontro del seminario “PRENDERSI CURA DELLA VITA” organizzato dal Movimento per la Vita di Marsala ha presentato sommariamente, ma con molta dedizione, i vari modelli di riferimento in bioetica.

Il termine "bioetica" fu introdotto nel 1970 dall’oncologo Van Rensselaer Potter come "una nuova disciplina che combinasse la conoscenza biologica con la conoscenza del sistema dei valori umani"; egli aveva infatti compreso che l’uso indiscriminato del sapere scientifico-tecnologico può rappresentare un serio pericolo per la sopravvivenza dell’uomo, anzi di tutte le specie viventi sulla terra.

Oggetto della bioetica sono gli interventi dell’uomo sulla vita umana resi possibili dalle scoperte scientifiche. Perciò la bioetica si può definire con E. Sgreccia: “Quella parte della filosofia morale che considera la liceità o meno degli interventi sulla vita dell’uomo e, particolarmente, di quegli interventi connessi con la pratica e lo sviluppo delle scienze mediche e biologiche”. Sono interventi che hanno l’uomo come protagonista e destinatario. Soggetto e non oggetto.

L’universo della bioetica si presenta però in modo articolato e complesso, "bioetica si dice in molti sensi".

lunedì 25 ottobre 2010

NEL CUORE DELL'EUROPA: La marsalese Laura Adragna, vincitrice del Concorso europeo 2009, in visita al Parlamento Europeo di Strasburgo

Era iniziato tutto a marzo 2010, quando la Prof. portò in classe un opuscoletto di un concorso europeo indetto dal Movimento Per La Vita. Si doveva fare un elaborato e consegnarlo sei giorni dopo. Senza tanta convinzione, senza tanta voglia di fare, iniziai quasi senza accorgermene a scrivere, a sfogarmi, a liberarmi di tutto il dolore che da quattro mesi mi circolava dentro. Ho scritto veramente tanto...e ho consegnato convintissima di aver fatto un grande errore. Ma in quel tema lunghissimo parlavo di me, e volevo che realmente qualcuno leggesse tutto ciò che volevo dire, che non avevo mai detto. Non ne avevo mai parlato. E così il tempo scorreva e ormai non pensavo più a quel tema, finchè un giorno la scuola mi telefona dicendo di aver vinto il viaggio a Strasburgo. Strasburgo?? Chi? Io?? Impossibile. Nessuno ha mai lodato le mie abilità narrative-poetiche!! Ma intanto era tutto vero, avevo vinto proprio io, quella ragazza che nessuno ha mai veramente capito. Nessuno aveva creduto in me e da lì, forse, è nata tutta la mia forza. Mi avevano detto in tanti che non sarei arrivata da nessuna parte, mi avevano criticato...credevano di essere migliori. E così ottobre è arrivato e con esso Strasburgo. Credevo che, asociale quanto mi ritenevo, non avrei legato con nessuno, me ne sarei stata da sola in disparte, in un solitario angolo stile Leopardi. E invece, a parte con la mia meravigliosa compagnetta di camera e pullman Bruna, ho socializzato con tante persone...sembravamo tutti una grande famiglia (con i miei conterranei poi...divertimento assicurato!! =) ). Tante emozioni mi hanno accompagnato durante questo bellissimo viaggio, come la seduta al Consiglio d'Europa (Bruna e Gonzalo...due parlamentari unici!!), e anche la visita al Parlamento Europeo... e specialmente l'incontro con l'Onorevole Carlo Casini!! Io che avrei creduto che un uomo del genere fosse stato altezzoso... ho parlato proprio a vanvera!!! Un uomo fantastico, socievole, senza altezzosità. E poi questi magnifici posti... le cose buone che ci davano da mangiare... e il cioccolato!!! Alla fine mi sentivo come se il mio cuore fosse diventato il doppio per le emozioni provate... e non posso negare che, scesi da quell'aereo, una lacrimuccia mi è scesa. E adesso è giunto il momento di ringraziare tutti coloro che mi sono stati accanto.
In primis Bruna, Brunetta, Brunella, Biuna...lei che mi ha sostenuto da quando l'ho cercata su facebook fino a quando l'aereo è atterrato a Palermo!!; ai miei genitori per avermi trasmesso l'amore per lo scrivere gli accompagnatori Tutor Tony e Cettina; i miei splendidi compagni di viaggio che hanno zuccherato questo viaggio rendendolo decisamente divertente!!; i ragazzi che ho conosciuto strada facendo Fabiana, per aver letto il mio tema prima di tutti e avermi detto che "sicuro vincevo"; Valeria, che mi ha supportato durante i miei scleri quotidiani; le altre amiche che non menziono ad una ad una, e gli amici, il presidente del Mpv di Marsala, Vittore Saladino, e tutti gli amici del Movimento, le persone che, invidiandomi, mi hanno solo resa più forte. Un grazie speciale va a me stessa e alla mia testardaggine, per avermi convinta a non mollare...e non lo farò mai!! ... e il più sentito grazie va a lui, lui che prima c'era, adesso non c'è più... grazie a lui è nato il mio tema, che mi ha permesso di vincere!! il mio angelo custode che un anno fa esatto mi ha lasciato... c'eri anche tu accanto a me a Strasburgo!! Non te ne sei andato per davvero, Nicola!!!!